di Giuseppe Marzo e Enrico Supino
pubblicato in Amministrazione & Finanza, n. 10, 2026, pp. 48-55
Attraverso il frameworkautomation-augmentation-transformation, il contributo analizza l'evoluzionedella funzione Amministrazione, Finanza e Controllo (AFC) nelle PMI a seguitodella diffusione dell'intelligenza artificiale (IA), ripercorrendo il passaggiostorico dalla semplice raccolta di dati alla costruzione di conoscenza per una"decisione aumentata". A differenza di ERP e Business Intelligence,l'IA generativa e i grandi modelli linguistici intervengono direttamente suattività ad elevato contenuto cognitivo e interpretativo modificando il ruolodel professionista della funzione AFC.
Negli ultimi anni il dibattito sull'IA si è concentrato prevalentemente sulle tecnologie disponibili e sulle possibili applicazioni nei diversi processi aziendali. La domanda ricorrente è stata quali attività possano essere automatizzate e con quali benefici in termini di efficienza, costi o produttività.Questa prospettiva è certamente importante, ma rischia di cogliere soltanto una parte del fenomeno.
L'analisi sviluppata in questo lavoro suggerisce infatti che la trasformazione in atto non riguardi principalmente l'automazione delle attività amministrative. Il cambiamento più significativo interessa il modo in cui la funzione AFC contribuisce alla gestione dell'impresa.
Per lungo tempo il valore della funzione AFC è stato associato soprattutto alla capacità di raccogliere dati, predisporre informazioni affidabili e garantire il corretto funzionamento dei sistemi amministrativi. L'IA modifica progressivamente questo equilibrio. La produzione dell'informazione tende a diventare sempre più automatizzabile, mentre aumenta il valore della sua interpretazione e della capacità di utilizzarla nei processi decisionali. La funzione AFC evolve progressivamente da produttrice di informazioni a costruttrice di conoscenza economica, e in questa evoluzione non solo cambia il contenuto del lavoro, ma anche e soprattutto il contributo che la funzione offre all'intera organizzazione. Compito della funzione diventa comprendere quali informazioni siano realmente rilevanti, come interpretarle nel contesto specifico dell'impresa e quale decisione possa generare maggiore valore nel medio-lungo periodo.
È proprio in questo spazio che continua a collocarsi il contributo distintivo dei professionisti dell'amministrazione, della finanza e del controllo.
Le evidenze oggi disponibili sembrano indicare che l'IA produca i maggiori benefici quando opera in complementarità con le competenze umane e non quando tenta di sostituirle integralmente. L'esperienza professionale, la conoscenza del contesto aziendale, la comprensione delle dinamiche economiche e la responsabilità delle decisioni rimangono elementi che nessun algoritmo è oggi in grado di replicare pienamente. L'IA amplia le possibilità di analisi, accelera la costruzione delle informazioni e rende più semplice l'esplorazione di scenari alternativi; la decisione continua, tuttavia, a richiedere un giudizio e una responsabilità che rimangono inevitabilmente umani.
Per le piccole e medie imprese questa considerazione assume un significato ancora maggiore.
La limitata disponibilità di risorse rende infatti poco realistico competere attraverso investimenti tecnologici sempre più consistenti. Il vero vantaggio competitivo sembra piuttosto derivare dalla capacità di utilizzare in modo intelligente gli strumenti disponibili, integrandoli con competenze professionali, qualità dei dati e adeguati sistemi di governo dei processi decisionali.
Da questo punto di vista, il percorso evolutivo proposto nell'articolo non rappresenta un modello di maturità tecnologica, ma una possibile chiave di lettura della trasformazione della funzione AFC. L'attenzione non è rivolta al numero di strumenti di IA adottati, bensì al modo in cui tali strumenti contribuiscono progressivamente a migliorare la qualità delle decisioni aziendali.
Questa prospettiva apre anche alcune interessanti direzioni di sviluppo.
Sul piano professionale diventa sempre più importante comprendere quali nuove competenze saranno richieste ai responsabili amministrativi, ai controller, ai CFO e ai consulenti. Sul piano organizzativo sarà invece necessario approfondire come progettare processi nei quali IA e competenze umane operino in modo realmente complementare.
Infine, sul piano della ricerca, appare utile sviluppare strumenti che consentano di misurare il contributo della funzione AFC non soltanto in termini di efficienza amministrativa, ma anche di qualità del supporto offerto alle decisioni aziendali.
In conclusione, il principale cambiamento introdotto dall'IA non sembra riguardare tanto ciò che le persone smetteranno di fare, ma ciò che potranno iniziare a fare.
Liberando progressivamente la funzione AFC dalle attività più ripetitive, l'IA offre l'opportunità di riportare al centro ciò che ne costituisce da sempre la missione più autentica: aiutare l'impresa a comprendere la propria realtà economica, orientarne le decisioni e contribuire, con responsabilità, alla creazione di valore.
Qui sotto potete trovare il file pdf della prima pagina dell'articolo.
L'articolo completo è disponibile sul sito della rivista Amministrazione & Finanza, edita da Wolters Kluwer Italia. Clicca qui per accedere al sito della rivista.